Anche in Italia si comincia a parlare di diamanti accresciuti

10/05/2018
Anche in Italia si comincia a parlare di diamanti accresciuti

«Un diamante è per sempre»: ma è per sempre anche se è artificiale? Fino a ieri la De Beers, titolare di quello slogan famoso in tutto il mondo, avrebbe risposto di no, perché un pegno d’amore eterno non può essere fabbricato, deve avere la stessa natura delle stelle; però adesso il gigante delle pietre preziose ha cambiato idea e ha deciso di entrare massicciamente nel settore dei diamanti sintetici, proponendo (da questa settimana) la nuova linea «Lightbox». Una mossa azzardata? Forse un passo obbligato, per cavalcare la tigre e presidiare il nuovo mercato prima che se lo pappino i concorrenti.
Il fatto è che i diamanti sintetici esistono da tempo, ma finora erano considerati piuttosto dozzinali; la stessa de Beers ne produceva, ma solo per uso industriale. Adesso la differenza con le gemme naturali resta, eccome, però la tecnologia ha molto ridotto il divario, il mercato se n’è accorto, e la domanda del pubblico è cresciuta; la stessa De Beers non ha potuto più ignorarla, per non farsi soffiare quote da concorrenti come l’americana Diamonds Foundry o la russa New Diamond Technology, che si stavano prendendo tutto.
Attenzione: i diamanti artificiali non sono pezzi di vetro, e non costano pochissimo: possono essere proposti con uno sconto del 30 o anche del 40% rispetto alle loro controparti naturali, ma hanno comunque prezzi significativi. Certo non sono plasmati da forze geologiche nel corso di milioni di anni, come le gemme naturali, ma in ogni caso richiedono un lavoro industriale di settimane, con l’uso di tecnologie sofisticate.
Un dubbio: ma allora ne vale la pena? Risparmiare poco o nulla e perdere tutta la poesia? Non si spegne la luce negli occhi di una donna se le si offre un diamante sintetico?
Intanto, la De Beers con il nuovo marchio «Lightbox» proporrà soprattutto gioiellini per ragazzine, e non anelli di fidanzamento, e nemmeno parure o collier. Ma questo è vero solo per adesso. Le ricerche di mercato dicono infatti che nel mondo, a torto o a ragione, si è diffusa la convinzione che i diamanti veri siano «sporchi di sangue», mentre quelli sintetici potranno avere altri difetti ma questo no di sicuro. Le pellicce ecologiche stanno sostituendo quelle vere, e lo stesso potrebbe succedere con i diamanti.

Fonte: La Stampa Economia del 31/05/2018